domenica, novembre 06, 2005

Arrestati per aver navigato

"Tunisia, 13 anni di carcere a nove ragazzi. L'accusa: aver navigato su siti «sovversivi»
(fonte unita.it)


Il leader libico Muammar Gheddafi

Abdelghaffar Guiza nella vita fa l’imbianchino. O meglio questo era il suo lavoro fino a due anni fa. Lo scorso 10 agosto Gauza ha infatti festeggiato il suoi 23mo compleanno nella prigione tunisina di Borj El Amri dove è stato rinchiuso, con il numero di matricola 10866, dopo il suo arresto nel febbraio del 2003. Ed è qui che Guiza dovrà passare i prossimi 13 anni della sua vita. Il reato che lo ha fatto finire in carcere è aver scaricato da internet alcuni documenti ritenuti «sovversivi» dal governo tunisino. Per questo Guiza, insieme ad altri sei ragazzi (più o meno della sua stessa età nella foto), è stato condannato in primo grado a 19 anni e 3 mesi di prigione, ridotti in appello a 13 anni.
In particolare secondo l'accusa Guiza e gli altri avrebbero aver cercato di stabilire un contatto con Al Qaida tramite Internet allo scopo di progettare un non meglio precisato attentato terroristico. In realtà nel corso del processo le imputazioni si sono progressivamente rivelate senza alcun fondamento probatorio e il dibattimento si è trasformato in un attacco incondizionato ai diritti di espressione, informazione e comunicazione.
Così la storia degli “internauti di Zarzis” (dal nome della cittadina tunisina dei ragazzi) è diventato un caso internazionale ed emblematico che ha fatto mobilitare le varie organizzazioni che si occupano di libertà di espressione, da reporte senza frontiere alla Lega tunisina per i diritti dell'uomo. Il governo tunisino infatti non è per niente “tenero” con chi si occupa di libera informazione. Dal 2001 ad oggi in particolare si sono moltiplicati i casi di giornalisti minacciati, imprigionati, ridotti al silenzio e in agosto in governo tunisino ha addirittura impedito la nascita di un sindacato di giornalisti. Il tutto sempre fatto passare da Tunisi come l’ennesimo provvedimento contro il terrorismo internazionale di cui Ben Alì, presidente della Tunisia dal 1987, si vanta di essere uno dei più strenui combattenti. (...)"

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